L'attrice Dharma Mangia Woods ha offerto una profonda riflessione sul suo ruolo nella miniserie Rai 1 "Morbo K", dove interpreta Silvia Calò. La serie rievoca un episodio storico commovente: l'ingegnosa invenzione di un finto virus presso l'ospedale Fatebenefratelli di Roma, che permise di proteggere decine di ebrei dalle deportazioni naziste durante la Seconda Guerra Mondiale. L'impegno di Dharma nell'approfondire questo capitolo drammatico della storia, cercando testimonianze e immergendosi nel contesto emotivo dell'epoca, ha plasmato la sua interpretazione di un personaggio che incarna la lotta per la libertà e la resistenza quotidiana di fronte all'ingiustizia.
L'interpretazione di Dharma Mangia Woods in "Morbo K" e la sua visione artistica
L'episodio finale di "Morbo K", trasmesso il [data di messa in onda della seconda parte], ha concluso la vicenda dei protagonisti, ponendo l'accento sulla forza e la resilienza umana. Dharma Mangia Woods, a 31 anni, ha condiviso la sua esperienza lavorativa, descrivendo il personaggio di Silvia Calò come una donna profondamente legata alla libertà, una caratteristica che l'attrice stessa rivendica nella sua vita. Attraverso l'intervista, ha espresso la sua "rabbia politica ed esistenziale" di fronte alle ingiustizie, sottolineando come la storia del "Morbo K" l'abbia toccata profondamente, modificando la sua percezione di luoghi familiari come l'Isola Tiberina a Roma. Ha inoltre evidenziato l'importanza di studiare il passato per comprendere i meccanismi del presente, rifiutando di accettare passivamente lo status quo. L'attrice, con un curriculum che include collaborazioni con registi di spicco come Gabriele Muccino, Roberto Andò e Pappi Corsicato, ha discusso delle sfide e delle rivelazioni che il suo ruolo in "Morbo K" le ha offerto. Ha rivelato il suo desiderio di essere diretta da registe donne, sperando in un linguaggio narrativo che possa amplificare ulteriormente la sua espressione artistica. Ha espresso il desiderio di interpretare figure femminili complesse e autentiche, come una giovane madre single, per raccontare storie di donne non definite unicamente dalle loro relazioni con gli uomini, ma dalla loro intrinseca forza. Guardando al futuro, Dharma ha menzionato i suoi prossimi impegni cinematografici, inclusi "Il ministero dell'amore", e ha ribadito il suo fermo impegno verso una carriera che la renda felice e che le permetta di continuare a battersi per ciò in cui crede. La sua visione di solidarietà nel mondo artistico, in particolare tra gli attori della sua generazione, e la sua dichiarata identità femminista, sono testimonianza di una consapevolezza che va oltre il mero atto della recitazione, proiettandosi in un attivismo culturale che cerca di sfidare e reinventare i ruoli e le narrazioni.
La riflessione di Dharma Mangia Woods ci invita a considerare il potere del cinema non solo come intrattenimento, ma come veicolo di memoria storica e di impegno sociale. La sua capacità di infondere nel personaggio di Silvia Calò una resistenza autentica e una sete di libertà, rende "Morbo K" una testimonianza significativa di come l'arte possa illuminare il passato per guidarci nel presente, spingendoci a non dare mai per scontata la libertà e a resistere contro ogni forma di oppressione.