In questa intervista approfondita, Matthijs Wouter Knol, la guida illuminata degli European Film Awards (EFA), ci ha offerto una panoramica chiara e stimolante sul presente e il futuro del cinema europeo. La sua visione sottolinea l'importanza culturale, politica e sociale delle produzioni del nostro continente, evidenziando come la recente riorganizzazione degli EFA miri a rafforzare la loro visibilità globale. Dalla riscoperta del valore dei documentari, capaci di narrare la condizione umana con una prospettiva unica, alla crescente apertura dei premi cinematografici americani verso le opere europee, emerge un quadro di un cinema vivace e profondamente connesso. Knol ha anche evidenziato il forte senso di comunità che contraddistingue l'accademia europea, unita non solo dall'amore per l'arte cinematografica ma anche da una condivisa identità continentale, ribadendo l'impegno per una maggiore diffusione delle opere europee oltre i confini del continente.
Le Aspettative del Cinema Europeo: Un Dialogo con Matthijs Wouter Knol a Berlino
Nel freddo ma vibrante gennaio berlinese, in occasione della 38esima edizione degli European Film Awards, Matthijs Wouter Knol ha offerto una prospettiva inedita sul cammino intrapreso dal cinema europeo. L'anno 2020 ha segnato il suo ingresso alla guida degli EFA, e da allora, ha lavorato instancabilmente per valorizzare il cinema del nostro continente. La decisione di spostare la cerimonia da dicembre a gennaio, benché audace, è stata strategica: posizionare gli EFA in prossimità di eventi di risonanza mondiale come i Golden Globe e gli Oscar, con l'obiettivo di aumentare l'attenzione globale verso le opere europee. Questa mossa ha già mostrato i suoi frutti, incrementando l'interesse di registi e attori e generando un feedback positivo tra i votanti.
Proveniente dal mondo del documentario olandese, Knol ha sottolineato l'importanza vitale di questo genere, specialmente in un'epoca di rapidi mutamenti globali. Ha enfatizzato la capacità dei documentari di trascendere il semplice reportage per offrire una narrazione creativa e profondamente umana, come dimostrato dal premiato 'Fiume o morte!' del croato Igor Bezinović. La sua ambizione è garantire una visibilità ancora maggiore ai documentari europei negli anni a venire.
Riflettendo sull'apertura dell'Academy americana, esemplificata dal successo di 'Parasite' di Bong Joon Ho, Knol ha espresso soddisfazione per un trend che gli EFA hanno abbracciato da decenni. L'Accademia Europea, con membri in 52 paesi, si distingue per un profondo senso di comunità, unendo cineasti che, pur in diverse lingue e culture, condividono una visione comune del cinema e del suo ruolo nella società. Questa unità è, a suo dire, un punto di forza unico, che differenzia l'Accademia Europea da altre realtà internazionali. La collaborazione con l'Academy americana è in crescita, focalizzata sulla promozione del cinema europeo non solo attraverso le nuove produzioni ma anche tramite la valorizzazione del suo ricco patrimonio storico e culturale.
Riguardo al futuro e all'Intelligenza Artificiale, Knol ha manifestato una curiosità aperta ma cauta, ribadendo la priorità di assicurare che il 'cinema fatto da persone' continui a trovare un pubblico vasto e internazionale, ben oltre i confini europei. Ha inoltre evidenziato come i film europei, anche quelli non esplicitamente politici, svolgano un ruolo cruciale nel raccontare la complessità del mondo, le sue ansie e le sue speranze, offrendo una piattaforma per l'espressione libera e vulnerabile degli artisti. Infine, ha lodato il dinamismo e l'ispirazione portati dalla presidentessa Juliette Binoche, definendola una figura chiave per l'energia e la determinazione dell'Accademia.
L'intervista con Matthijs Wouter Knol rivela non solo l'impegno costante verso l'eccellenza cinematografica europea, ma anche una profonda consapevolezza del potere del cinema di connettere culture, suscitare riflessioni e ispirare il cambiamento. Il suo approccio pragmatico, unito a una visione idealistica, offre una speranza tangibile per il futuro di un'arte che continua a evolvere e a sorprendere, rafforzando i legami tra le diverse nazioni del continente e proiettandosi con fiducia sulla scena globale.